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Pur mantenendo intenti volontaristici e di utilità sociale, il Nucleo X-PLORER Rescue Dog ha a cuore, nella preparazione delle proprie Unità Cinofile, due concetti imprescindibili:

  1. l'alta specializzazione dei propri binomi, con prestazioni altamente performanti, sempre attenti alle innovazioni tecniche e quindi con un approccio decisamente professionale, pur rispettando i tempi a disposizione di un volontario;
  2. il raggiungimento di standard qualitativi elevati, raggiunti soltanto con metodologie che rispettino il benessere del cane e la sua dignità, quale essere vivente biologico ed emozionale.

Ricerca di persone disperse in superficie

Sono sempre più in aumento le persone, come anziani, bambini, persone ammalate, che non fanno ritorno a casa per varie ragioni, oppure che subiscono gravi lesioni nei boschi o in montagna, talvolta per imperizia e a volte anche per condizioni atmosferiche avverse.

Nella preparazione delle Unità Cinofile da Soccorso (U.C.S.) per la ricerca in superficie, cerchiamo di curare in particolar modo i seguenti aspetti:

  • che il cane impari a cercare sia a mega-olfatto cioè seguendo una pista, facendo si che, intercettata la traccia a terra lasciata dal disperso, la persegua sino al suo ritrovamento, sia a tele-olfatto ossia ricercando nell'aria, poiché, come molto spesso accade nella realtà, non essendoci un punto certo di partenza, oppure situazioni atmosferiche avverse (molto freddo, molto caldo, pioggia o neve), il cane sarebbe in difficoltà a percepire le tracce sul terreno. Esercitiamo inoltre i cani del Nucleo alla cosiddetta ricerca fine, cioè ad imparare a ricercare in una zona circoscritta, come gli effluvi odorosi che possono fuori uscire dalla cantina di un casolare abbandonato oppure anche da nascondigli sotterranei o gabbiotti (tipo quelli dei cacciatori), utilizzati dai dispersi per ripararsi dal freddo, oppure per non farsi intercettare.
  • abituare il cane a segnale al proprio conduttore, il ritrovamento del disperso posto in posizioni sempre diverse: supino, prono, sdraiato, in piedi, fermo, in movimento, ecc., così come la variabilità dell’ubicazione: su un albero, su un traliccio, su di un tetto, dentro una macchina, sotterrato da cumuli di detriti, ecc.
  • per coprire più velocemente vasti appezzamenti di terreno, utilizziamo la tecnica definita Ricerca trasversale sistematica, ossia la ricerca con un gruppo di unità cinofile che distanziati di circa 100 metri l'uno dall'altro setacciano il terreno col fine di ritrovare il o i dispersi. Per poter attuare al meglio questa tecnica è necessario che i cani siano abituati a lavorare in team e pertanto che siano ben socializzati tra loro e che comunque evitino di giocare tra loro; in quel contesto il gioco è ritrovare il disperso...

Ciò che rende complessa questa attività di soccorso è proprio la variabilità dei contesti in cui il cane si trova a cercare, mettendo a dura prova la creatività degli istruttori, poiché è loro compito portare il binomio ad abituarsi ad effettuare la ricerca creando situazioni sempre diverse, mettendo nella condizione il cane di utilizzare la tecnica di ricerca migliore per quello scenario; del resto il lavoro lo fa lui, noi siamo solo quelli che seguono!!!

Ricerca di persone travolte da macerie

Viene richiesto l'intervento di Unità Cinofile da Soccorso (U.C.S.), per il rinvenimento di persone rimaste sepolte sotto le macerie a causa di terremoti, esplosioni, smottamenti del terreno, crolli o frane.

Nella preparazione delle UCS per la ricerca su macerie, cerchiamo di curare in particolar modo i seguenti aspetti:

  • insegnare al cane ad utilizzare il naso in contesti instabili, rumorosi, con disturbi di ogni tipo, nonché lontano dal proprio conduttore o addirittura fuori vista, proprio perché, spesso dove può infilarsi un cane, il suo conduttore non riuscirebbe
  • molta cura è data alla gestione della ricompensa che riceve il cane al ritrovamento del sepolto (così come nella ricerca in superficie), la quale deve essere dispensata dal conduttore, per evitare che il cane faccia una "associazione olfattiva" DISPERSO+CIBO oppure DISPERSO+GIOCO

E’ nostra intenzione per il futuro, iniziare un lavoro già sperimentato da Unità Cinofile Professioniste Anglossane e Americane, nella preparazione tecnica del cane da maceria che discrimini il sepolto vivo da quello deceduto.

Salvamento in acqua

L'ausilio del cane in questa specialità viene spesso dibattuta e messa in discussione. Ciò è dovuto alla confusione che spesso viene fatta tra l'attività di soccorso, l'attività sportiva e la spettacolarizzazione strumentale della specialità.

Il cane da salvamento in acqua è utile in poche situazioni ed indispensabile in una o al massimo due situazioni da soccorso. Quindi, parlando di soccorso, non differenzia molto dai suoi colleghi di ricerca in Superficie e/o Macerie, dove il loro intervento è richiesto solo in situazioni specifiche.

Per esempio: se si smarrisce un bambino in Piazza del Duomo a Milano, non chiamano le UCS da soccorso in superficie e nemmeno quelle da Macerie, tanto meno quelle da ricerca su valanghe.

Così come la Capitaneria di Porto non chiamerà le UCS da salvamento in acqua se un bagnante è in procinto di annegare al Bagno Mariuccia di Riccione, così come se è in procinto di affondare una nave nel bel mezzo del Mar Mediterraneo non vedrete mai saltare dagli elicotteri dei soccorsi corpulenti Terranova da Soccorso.

Nella realtà le cose stanno in modo diverso.

La realtà è rappresentata dal fatto che, se la Unità Cinofila da Salvamento in acqua, si trova nel luogo dove sta avvenendo l'annegamento e può intervenire tempestivamente, può essere d’aiuto; diversamente è pura utopia. In caso di intervento reale, cane e conduttore intervengono contemporaneamente, ma è il conduttore che effettua il soccorso, raggiungendo il più rapidamente possibile l'annegando o gli annegandi, qualora fossero più d'uno, ed il cane fungerà da traino per riportare conduttore e annegando a riva, su un'imbarcazione o comunque in un luogo sicuro.

Tutte le altre modalità di soccorso, in cui il cane viene inviato da solo all'annegando, fanno parte di prove sportive atte a salvaguardare la predisposizione al lavoro in acqua di alcune razze come ad esempio il Terranova; tali prove, molto valide dal punto di vista cinotecnico, nulla hanno a che vedere con il salvamento delle vite umane in acqua.

Ciò premesso, nella preparazione delle UCS per il salvamento in acqua, cerchiamo di curare in particolar modo i seguenti aspetti:

  • che il conduttore sia in grado di effettuare un salvataggio anche senza l'ausilio del cane e senza l'ausilio di muta, giubbotto galleggiante, pinne e/o quant'altro similare;
  • che il conduttore sia provvisto di un brevetto di salvamento, in parole poche che sia un bagnino;
  • che il cane abbia un peso pari o superiore ai 30 kg;
  • che la gestione del cane fuori dall’acqua sia più che buona;
  • che il cane sia ottimamente socializzato con i cospecifici e interspecifici

E’ nostra intenzione per il futuro, iniziare un lavoro già sperimentato da Unità Cinofile Professioniste Anglossane e Americane, nella preparazione tecnica di cani che, dall’imbarcazione sono in grado di rilevare la presenza di un annegato sul fondale di un lago o di un fiume, con lo scopo di ridare un corpo, seppur senza vita, ai familiari dell’annegato.

Conclusioni

Una formula che da ottimi risultati in qualsiasi specialità del Soccorso Cinofilo è quella delle 4D e quindi di saper sapientemente modulare:

  • DISTANZA
  • DURATA
  • DISTRAZIONI
  • DIFFICOLTA’

Quello che invece il nostro Nucleo/Gruppo di Cinofili da Soccorso e non, utilizza come motto, sia nella buona che nella cattiva sorte è:

SERENI – UNITI - PROPOSITIVI